Retail

La checklist degli acquisti natalizi che aiuta i retailer a prepararsi al picco delle vendite di fine anno e salvare il Natale

30 Nov 2020

Impossibile negarlo: quest’anno il Natale sarà più digitale che mai. Alla luce delle restrizioni vigenti per numerose attività non essenziali, i retailer di molti Paesi hanno già implementato nuove strategie per continuare a fare business in questo periodo così decisivo. Gli e-commerce, le consegne a domicilio e i servizi Click & Collect continueranno senz’altro a crescere, e la nostra checklist ti permette di verificare se ti stai preparando nel modo giusto a questo periodo clou all’insegna del digitale.

Ecco sei consigli per massimizzare le vendite di fine anno:

  • Migliorare gli elenchi e i cataloghi dei prodotti

Ora che i clienti non possono più vedere né toccare la merce come facevano prima, dovranno affidarsi a descrizioni approfondite. Più sono dettagliate, meglio è: con questo approccio, infatti, le probabilità di mettere a segno una vendita saranno maggiori. L’accuratezza delle informazioni è fondamentale: se per esempio la taglia o le dimensioni indicate sono sbagliate, è molto probabile che l’articolo venga restituito. Un altro ruolo chiave è quello delle immagini di qualità e delle recensioni dei clienti. Quest’estate abbiamo già assistito all’ascesa del live commerce e dei video utilizzati online per vendere i prodotti, soprattutto in Cina. È nata così una nuova tendenza nelle vendite virtuali, che si concretizza con dirette aperte a tutti per presentare i prodotti o sessioni VIP individuali con un personal shopper. Tutto questo può rappresentare una preziosa opportunità per affidare nuove responsabilità al personale di vendita.

 

  • Inviare gli ordini dalla sede migliore

Per assicurarti di avere un e-commerce redditizio, devi definire ogni volta la sede migliore da cui spedire gli ordini, prendendo in considerazione diversi criteri: livelli delle scorte in magazzino e in negozio, ubicazione delle varie sedi, indirizzo di consegna, tempi e costi di consegna. Tutto questo è molto più facile con un sistema di gestione degli ordini (OMS) per il retail che sia in grado di scandagliare una vasta mole di dati per individuare la sede di spedizione più idonea e ridurre al minimo i costi e il rischio di sold-out.

 

  • Formare lo staff dei negozi

Se è vero che in alcuni Paesi i negozi sono ancora chiusi, è altrettanto vero che possono comunque fungere da poli logistici. Ecco perché è importante formare gli addetti alle vendite sulle procedure di magazzino e inventario e sulla preparazione degli ordini, in modo da limitare eventuali errori. Occorre istituire processi ad hoc per aiutarli a gestire i resi, e dotarli dei giusti dispositivi mobili affinché possano eseguire qualsiasi operazione in scioltezza. In caso di negozi aperti (cosa che tutti auspichiamo), lo staff deve essere formato e addestrato sulle nuove misure e restrizioni sanitarie – tra cui l’obbligo di appuntamento, il distanziamento sociale, il conteggio delle persone – e ricevere in dotazione gli strumenti opportuni.

 

  • Aumentare la larghezza di banda

Durante il lockdown di marzo, in quasi tutti i Paesi dell’Europa occidentale i consumatori hanno continuato ad acquistare online. Questo ha comportato enormi picchi nel numero di utenti sui siti web, perciò occorre prepararsi all’incremento dei volumi aumentando la larghezza di banda. In caso contrario, una pagina web lenta o che non si carica rischia di compromettere la vendita.

 

  • Adattare i negozi

Una buona idea è quella di convertire i negozi in lockdown, che quindi non possono essere aperti al pubblico, in “dark store”: in altre parole, puoi trasformarli in un centro logistico che evade solo gli ordini online. Si tratta quindi non tanto di riorganizzare gli scaffali su basi estetiche, quanto di assicurarsi che i prodotti più richiesti siano facilmente e rapidamente accessibili. Inoltre, data la crescente diffusione del Click & Collect, è opportuno riconfigurare i negozi in modo da ottimizzare il ritiro dei pacchi e ridurre al minimo le code. Puoi semplicemente sistemare un tavolo all’entrata del negozio, ma in ogni caso dovrai garantire allo staff l’accesso a un computer o un palmare per verificare l’ordine e l’identità di una persona. Nella lista delle cose da fare rientrano anche la gestione dei resi e l’adozione di un protocollo per la quarantena e la disinfezione dei prodotti. Inoltre i negozi che fungono da poli logistici potrebbero essere costretti a rivedere i loro orari di apertura. Spesso, per esempio, i lunedì mattina possono essere molto movimentati a causa dei clienti che hanno effettuato gli ordini nel fine settimana.

 

  • Concentrarsi sul servizio clienti

Se convogli gli acquisti dal negozio al web o prevedi un aumento delle vendite sul tuo e-commerce, significa che trascorrerai più tempo a gestire le richieste sugli ordini effettuati online. Considerando che molti aspetti – ad esempio le consegne – possono dipendere da fornitori esterni, è importante avere un buon livello di trasparenza ed efficaci strumenti di comunicazione, in modo che il cliente sia sempre informato e aggiornato. Se la consegna di un pacco subisce un ritardo, è meglio avvisare il cliente ed evitare interruzioni nel servizio clienti.

 

Ovviamente ci auguriamo tutti che le attuali restrizioni per le attività non essenziali vengano allentate entro dicembre. Ma l’impatto a lungo termine dei cambiamenti affrontati negli ultimi mesi servirà agli operatori del settore per proiettarsi nel retail del futuro, e aiuterà molti di loro ad accelerare la propria transizione verso un modello commerciale ibrido che soddisfi il consumatore qualunque sia la sua modalità di acquisto preferita.

 

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