Le sfide di un mercato Outdoor in evoluzione

Tutti gli indicatori del mercato europeo dell'outdoor sono in crescita. Per tenere il passo con questa espansione, tuttavia, gli operatori devono sottoporsi a una trasformazione digitale in ottica omnichannel e soddisfare i nuovi requisiti di CSR. Quali sono dunque le sfide che il mercato Outdoor deve affrontare?

Che si tratti di mare o di montagna, gli europei sono sempre più interessati alle attività all’aria aperta, e questo si riflette nelle vendite di questo settore, che crescono ogni anno.

Secondo l’European Outdoor Group, il mercato vale oggi 6,2 miliardi di euro. Il settore è uscito rafforzato dalla crisi sanitaria, in quanto i consumatori hanno riscontrato un rinnovato interesse per la natura e le attività all’aria aperta.

Di conseguenza, le vendite di articoli outdoor per attività in montagna, mare e terra sono aumentate del 18,7% in valore e del 18,2% in volume nel 2021 rispetto al 2020.

La vendita di articoli outdoor per attività in montagna, mare e terra ha registrato un aumento del 18,7% in valore e del 18,2% in volume nel 2021 rispetto al 2020 

EOG State of Trade 2021

Nel dettaglio, le categorie abbigliamento e calzature sono le due più importanti del mercato e sono in forte crescita. Il tessile ha un valore di 3,1 miliardi di euro, con un balzo del 20% tra il 2020 e il 2021.

 

Mercato Outdoor: due acquisti su tre effettuati in negozio

Tutti gli indicatori sono quindi positivi per questo mercato. Per quanto riguarda l’acquisto, secondo uno studio di Deloitte e OutDoor di ISPO, i consumatori rimangono molto legati al punto vendita fisico.

Il 66% dei clienti preferisce acquistare nei negozi per la possibilità di provare e testare i prodotti prima dell’acquisto. Mentre il 34% che preferisce acquistare online apprezza innanzitutto i prezzi vantaggiosi, la comodità di effettuare gli acquisti in pochi click e il fatto di poter ricevere gli articoli in tempi rapidi, oltre all’ampiezza dell’offerta.

Secondo Deloitte, la struttura del mercato dell’outdoor è molto simile a quella del mercato degli articoli sportivi in generale. Inoltre, sono i retailer generalisti a conquistare la quota maggiore del mercato, il 61%, contro il 17% dei retailer specializzati.

 

Le sfide della logistica

D’altra parte, sebbene il mercato Outdoor sia in piena espansione, il settore deve affrontare molte sfide. Ad esempio, i brand e i retailer devono affrontare problemi di approvvigionamento. La tensione sul mercato delle materie prime sta mettendo a dura prova le aziende. In questo contesto la possibilità di monitorare le scorte in real time è imprescindibile per servire al meglio i clienti BtoB e BtoC.

Inoltre, i consumatori chiedono prodotti più responsabili nei confronti dell’ambiente. L’87% degli acquirenti europei dichiara di tenere conto dei criteri di eco-sostenibilità nei propri acquisti. Il 57% dichiara addirittura di essere disposto a pagare di più per un prodotto più sostenibile.

Oltre a modificare le specifiche dei prodotti, i retailer devono adeguare i loro strumenti per essere in grado di fornire ai clienti informazioni sulla composizione degli articoli o sulla tracciabilità della produzione. Devono anche approfittare di questa nuova domanda per creare nuovi legami con i loro clienti, ad esempio offrendo shopping experience specifiche nel punto vendita.

Per esempio, il marchio Aigle, pioniere in Francia dell’outdoor e fra le marche leader europee del settore, ha appena presentato un nuovo concept di negozio, in linea con il suo impegno per una moda più responsabile, dove la vegetazione e i materiali naturali sono parte integrante dello spazio di vendita.

I retailer di articoli sportivi e outdoor devono creare esperienze di acquisto differenzianti nel punto vendita con soluzioni omnichannel. Possedere una visione completa e in real time dello stock su tutti i canali e offrire la possibilità di consegna in negozio o direttamente a casa del cliente permette di non perdere mai una vendita.

Imanol Munoz, Direttore Vendite e Marketing del Gruppo Ternua

Studio di Deloitte e OutDoor di ISPO

 

Il mercato Outdoor e la sfida della trasformazione digitale

Un’altra sfida è rappresentata dal fatto che, mentre i clienti sono molto legati al negozio per i loro acquisti, in particolare per beneficiare dei consigli e dell’esperienza del personale di vendita, il settore non ha abbracciato completamente il digitale.

Molti clienti hanno preso l’abitudine di acquistare online durante la pandemia, comprese fasce di consumatori che non lo facevano prima“, analizza Imanol Munoz, Direttore Vendite e Marketing di Ternua Group nello studio di Deloitte e OutDoor by ISPO.

Senza alcun dubbio, i retailer outdoor devono ora entrare nell’ottica di una strategia omnichannel.

Soluzioni per il commercio unificato come Cegid Retail Live Store, ad esempio, consentono di monitorare costantemente lo stock e di dare agli addetti alle vendite la possibilità di ordinare facilmente l’articolo mancante dal catalogo digitale e di farlo ritirare in negozio o consegnarlo a casa del cliente in modo da non perdere mai una vendita.

Inoltre, grazie a Cegid Retail Live Store, con un semplice smartphone ogni sales assistant sarà in grado di informare i clienti e di rispondere a tutte le loro richieste, che si tratti della composizione di un capo, della ricerca di un colore diverso o dell’ordine di un prodotto mancante in negozio.

In tutti i settori del Retail, è stato ripetutamente dimostrato che un cliente omnichannel spende di più di un cliente monocanale. Spetta al settore Outdoor raccogliere questa nuova sfida.


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