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CIO e IT director: è ora di coinvolgerli maggiormente nei processi decisionali

30 May 2023

CIO e IT director: è ora di coinvolgerli maggiormente nei processi decisionali
4 min
Storicamente l’IT manager è sempre stato visto come un tecnico puro, dedito all’ottimizzazione delle risorse hardware e software dell’azienda, un broker di servizi a valore. Con il suo team IT si è sempre occupato del corretto funzionamento dell’infrastruttura di rete, intervenendo ​in caso di malfunzionamenti o bug di​ computer​,​​​ ​​smartphone​,​​ ​tablet​,​ servizi cloud e server. Un​a sorta di​ “risolutore”, pronto ad agire allo scatenarsi dell’immancabile crisi.

​​L’evoluzione​ di questa figura verso il ruolo di CIO, ​che ha seguito naturalmente l’avvio dei ​processi di digital transformation all’interno del​le aziende ​dovrebbe​ -​ il condizionale è d’obbligo​ -​averlo​ avvicinato al board aziendale, se non addirittura averlo reso un membro attivo, che contribuisce ai ​processi decisionali, al​l’offerta di​ valore e ​più in generale ​al​l’andamento del​ business.

Pensare che il suo compito sia rimasto solo quello di scegliere o suggerire le piattaforme più adatte​ su cui operare​ o ​di​ ​far sì che​ funzion​ino​ al meglio significa, infatti, porre un freno all’innovazione​, anche ​economica​,​ dell’impresa.

 

La trasformazione digitale non è​ solo​ una questione ​puramente​​ ​tecnica

Per molti versi il digitale è diventato la chiave di volta per fare business,​ anche nei settori​ apparentemente più legati al mondo fisico​,​ come la vendita di beni. Nel​l’industria del​​ ​retail, ​in particolar modo​, l’attivazione di processi di digitalizzazione, ​la diffusione dell’​e-commerce e ​l’adozione sempre più pervasiva di ​strategie di vendita omnichannel sta​nno​ permettendo ​al settore di ​​adattarsi alle​ crisi sociali, logistiche ed economiche​ del nostro tempo​.

Processi che hanno richiesto e ​continueranno a necessitare di​ un forte rinnovamento ​in termini di​​ ​tecnologie​ e​ competenze, che ​hanno una ricaduta diretta​​ ​sui canali di vendita o distributivi tradizionali​ e ​che​, inoltre,​ introducono politiche e strategie in tema di cybersecurity e di disaster recovery, impensabili solo fino al biennio scorso.

Affinché​ l’integrazione tra i canali fisici e il digitale, l’operatività del business e, di conseguenza, il suo progresso e la crescita avvengano senza soluzioni di continuità,​ è necessario un profondo cambio culturale da parte del CEO e di tutto il board​ nei confronti della figura del CIO. Uno shift di prospettiva che riconosca​ il responsabile IT​ come parte integrante del cerchio decisionale all’interno dell’azienda: un vero e proprio business partner che riveste un ruolo chiave su diversi fronti, dall’efficientamento di processi, all’ottimizzazione dei costi, alla protezione dei dati dei clienti da attacchi informatici ed esfiltrazioni, estremamente dannosi per la brand reputation.​

 

Il ruolo dell’IT nell’automazione dei processi

​​​​​In primis, nello scenario attuale, il responsabile IT è in grado di supportare il business nell’identificazione delle aree di inefficienza. Con il supporto dell’automazione, può ottimizzare i processi meno efficienti, riducendo i costi e al contempo il margine di errore determinato dall’intervento umano, e consentendo agli individui di dedicare il proprio tempo ad attività a maggior valore aggiunto.​​​ ​Può consentire a​lle varie figure aziendali di accedere direttamente alle informazioni di business, mettendo a loro disposizione dashboard ​che gli permettano di estrarre i dati in autonomia, ​senza l’intervento di sviluppatori​, e di interpretarli e arricchirli con insight e rilevazioni lungo tutta la supply chain. ​​

Qui entrano in gioco anche strumenti avanzati come l’Intelligenza Artificiale. Ma, affinché l’AI possa risultare un valido alleato, è prima necessario capire dove si trovano le informazioni, abbattere i silos informativi e dare in pasto questi dati a soluzioni in grado di estrarne automaticamente il valore, interrogabili con linguaggio naturale, senza il supporto di un data scientist. Soluzioni che, ovviamente, andranno messe in sicurezza lungo tutto il percorso di estrazione ed elaborazione.

In un corretto processo di digital transformation​,​ il responsabile IT acquisisce quindi un valore attivo fornendo soluzioni per:

  • Creazione e ottimizzazione delle infrastrutture
  • Consulenza e supporto per la selezione dei nuovi strumenti digitali
  • Attivazione di servizi di help desk
  • Sicurezza del trattamento e protezione dei dati
  • Sviluppo personalizzato di applicazioni cloud
  • Gestione della digital transformation
  • Consulenza aziendale strategica​.​

 

L’importanza della cybersecurity e della conformità normativa sui dati

​​​Un’altra funzione chiave, oggi, per il responsabile IT è la gestione della cybersecurity per proteggere i dati del business e dei clienti dai crescenti attacchi informatici che sempre più prendono di mira le aziende.​​ ​​C​on il crescere della digitalizzazione​, infatti,​ le ​organizzazioni​​ ​sono sempre più a rischio, dato che perimetri e superfici da difendere sono sempre più ampi, allargandosi fino a includere tutti gli stakeholder produttivi e distributivi.​ ​​Più che subire le scelte del board, in questo campo, è fondamentale che il CIO partecipi al​ processo decisionale​,​​ ​per due motivi. ​​​​Uno squisitamente pratico: l’interruzione, anche solo per poche ore, della produzione​ e della​​ ​distribuzione può comportare danni economici enormi. ​​​In secondo luogo, perché l’impatto di un attacco informatico va oltre ​alla perdita economica.​​ ​​In​​ ​caso vengano trafugati dati sensibili, come quelli dei clienti, il danno reputazionale può essere superiore a quello dei mancati guadagni, con conseguenze che possono sfociare anche nel penale, in caso non fosse possibile dimostrare d​i ​aver ottemperato a tutte le procedure per proteggere al meglio le informazioni sensibili dei clienti.

​​A questo si ricollega la necessità di vigilare sul rispetto​ delle norme in tema di privacy, sia nel caso si operi in Italia ed Europa, dove vige il GDPR, sia in altri Paesi, nel caso l’impresa sia presente anche sul mercato internazionale. Sensibilizzare gli altri dirigenti sulla corretta gestione della privacy dei dati dei clienti, evidenziando i rischi legali, finanziari e reputazionali associati a violazioni e non conformità ​rientra​ tra i nuovi ​compiti​ dell’IT Manager​,​ soprattutto ​nel caso in cui​​ ​si stiano utilizzando piattaforme cloud e multicloud presenti su più territori nazionali. Fondamentale la presentazione di soluzioni concrete, come ​policy​​ ​di sicurezza, formazione del personale e investimenti in tecnologie adeguate al fine di proteggere i dati sensibili e la reputazione del brand. Con Cegid Retail Live Store, la nuova suite di applicazioni in negozio di Cegid, in grado di fornire un’esperienza omnichannel davvero efficace, per il CIO è possibile intervenire direttamente nell’ottimizzazione dei processi aziendali, agevolando non solo la customer experience ma anche la collaborazione tra lo staff di vendita e la sede centrale. Inoltre, abilita una maggiore frequenza nella release di novità, upgrade di versione facilitato, deployment più leggero e formazione più rapida: tutto ciò concorre a migliorare la competitività e ridurre i costi, con conseguenti risultati di business migliori.

​​In definitiva, ​è evidente come l’innovazione tecnologica sia ormai parte integrante del successo del business e come, di conseguenza, l’IT Manager non debba più limitarsi a seguire​ – e in qualche modo subire -​ le ​scelte​ della dirigenza, ma debba ​essere rivestito di​ potere ​decisionale e consulenziale.​

Un concetto emerso anche durante l’evento Lifestyle Innovation Day tenutosi a Lugano, in cui Cristian Magagnin, Store Application Manager di Benetton Group, e Mario Davalli, Country Manager di Cegid, hanno sottolineato l’importanza di questo cambiamento, evidenziando come l’IT debba occuparsi sì della sicurezza e della continuità del business, ma anche offrire supporto strategico, venendo coinvolto nei processi di change management. In poche parole l’IT manager è ormai il più versatile “business partner” ​con cui​ l’azienda possa – e debba – collaborare.