NRF 2017: i trend che cambieranno il retail

Il Retail Big Show a New York, organizzato dalla National Retail Federation, è stato come sempre all’altezza delle aspettative !

Quest’anno oltre 35.000 persone (delle quali oltre 3.000 non americane)  hanno presenziato a una tre giorni ricca di appuntamenti, con oltre 500 espositori presenti!

L’evento ha inevitabilmente posto i riflettori su una grande varietà di trend di cui non si potrà non tenerte conto nel 2017 e in questo articolo abbiamo raccolto quelli più importanti.

Data and Machine Learning

L’utilizzo dei dati per informare al meglio i decision-maker  non è certamente un tema nuovo, ma l’utilizzo delle learning machine è un qualcosa sottolineato più volte durante NRF. L’abilità di identificare modelli di business grazie all’analisi di molteplici dati non è più considerata una tecnica di programmazione pura ma si sta evolvendo sempre di più (pensiamo a IBM con la soluzione Watson, che aiuta ad interagire con i clienti per la presa d’ordini automatica, rispondendo in real time ai clienti). Altre tecniche come Chatbox sono sempre più utilizzate dai fashion retailer.

Riposizionamento della Supply Chain

I retailer con numerosi punti vendita sono sempre più sottopressione nel ripensare al modello retail, con un numero considerevole di vendita che viene finalizzato online. I punti vendita fisici devono essere trasformati in « collection points », in hub che possono supportare gli store più piccoli con conseguenze positive sulla disponibilità merci e un riassortimento immediato.

Realtà virtuale (« VR » Virtual Reality)

La tecnologia sta diventando sempre più importante per i retailer. L’azienda VRsion ha sviluppato una soluzione che aiuta i retailer a visualizzare virtualmente l’interno del negozio, usando tutte le funzionalità per possedere un tool completo di merchandising per determinare la posizione dei prodotti sugli scaffali. Collegando la soluzione a un sistema di back end si possono visualizzare i dati e i KPI principali.

La soluzione unisce i vantaggi di trovarsi in un luogo che replica lo spazio fisico con quelli dell’e-commerce perché il cliente ritroverà il divertimento dello shopping reale mescolato con i vantaggi di quello online: ad esempio potrà usare un motore di ricerca per trovare sullo scaffale in pochi secondi quello di cui ha bisogno e visualizzare sui prodotti i consigli social di altri clienti o amici. Senza dimenticare che si potranno usare ad esempio le strategie per gli acquisti d’impulso che su un sito Internet sono difficili da applicare.

Gestione delle complessità

E’ vero che i retailer devono sempre di più considerare e applicare nuove tecnologie che supportino la digital transformation, ma oltre a ciò devono saper fronteggiare clienti con richieste e aspettative sempre più elevate. Jamie Ovenden, Digital IT Retail Director di Arcadia, suggerisce: « Abbiamo ormai raggiunto picchi di complessità incredibili, proprio mentre i nostri clienti sono più esigenti ». Sottolinea come la maggior parte dei suoi clienti siano considerati i « digital natives » che interagiscono in modo diverso rispetto ai Millenials, con l’utilizzo dei mobile in ogni punto del processo di interazione. « La penetrazione mobile proviene al 100% dai consumatori giovani che non utilizzano il pc e dobbiamo lavorare al meglio per soddisfare sia un 34enne russo che un 16enne cileno » afferma.

Personalizzazione prodotti e richieste On-demand

La crescente richiesta di customizzazione può davvero rappresentare la soluzione ideale per i retailer, in quanto permette loro di poter disporre di una quantità considerevole di SKU da acquistare online, anche se fisicamente non sono presenti. Invece di avere prodotti fermi in magazzino vengono creati a richiesta, a seguito dell’ordine fatto dal cliente. Shoes of Prey possiede un accordo con Nordstrom, un centro commerciale americano, secondo il quale il retailer « popola » il sito web del department store con i vari modelli di scarpe e solo quando l’ordine viene inserito dal cliente il prodotto viene creato.

La crescita dei Robot

Un prematuro, e ovvio, utilizzo della robotica nel retail è stato l’utilizzo dei robot come staff vendita all’interno dei negozi. Un altro utilizzo molto comune è stato riscontrato nel controllo dello stock e dei prezzi. Simbe robotics ha sviluppato « Tally Robot » che funziona già come pilota in molti brand retail americani. Utilizza sia sensori (di Intel) che videocamere ad alta definizione che permettono di registrare immagini dettagliate dei prodotti presenti in negozio e comparare questi dati con l’aspettativa prevista in termini di riassortimento e informazioni date dall’RFID.

Capacità di ricerca sempre più avanzate

Ad oggi la ricerca è sempre stata basata sul testo, ma anche questo sta cambiando molto rapidamente. Sicuramente la ricerca vocale sta raggiungendo importanti risultati, ma ancora di più il visual. La start up Mode.ai utilizza Chatbots proprio per tutta la parte visual: i clienti inviano semplicemente una foto di un prodotto o accessorio e l’applicazione ricerca esattamente il prodotto corrispondente! La tecnologia è anche in grado di capire le preferenze dei clienti, per puntare sempre di più sulla personalizzazione.

Realtà aumentata

Per i prodotti dall’alto valore aggiunto, specialmente gli elettrodomestici, le nuove tecnologie si stanno concentrando sempre di più sulla customer experience. Un esempio su tutti l’azienda francese Augment sta lavorando con Cdiscount e Leroy Merlin per offrire ai propri clienti immagini in 3d dei prodotti, con la possibilità di inserirli nei propri spazi abitativi attraverso la realtà aumentata.

Interazione Vocale

Senza dubbio le nuove tecnologie che si basano sull’interazione vocale stanno accrescendo sempre di più il loro impatto nel mondo retail. Alcuni dei più importanti esempi visti ad NRF: oltre all’utilizzo della tecnologia Watson di IBM, l’azienda Theatro ha sviluppato un’app simile a Siri utilizzata per migliorare la customer experience.

Intelligenza emozionale

L’abilità di poter ottenere feedback in real time e di reagire immediatamente quando si è all’interno dello store sta diventando sempre di più una realtà. Cloverleaf ha creato una soluzione di intelligenza digitale che può essere posizionata dietro gli scaffali ed è in grado di creare contenuti ad-hoc basati sulle espressioni dei clienti e dei loro dati demografici. Se si comportano in un determinato modo a seguito di un particolare contenuto questo porta alla creazione di altre azioni con contenuto specifico!

 

Sempre più clienteling

La combinazione di strategie « mobile-first » e l’accesso a mole di dati sempre più importanti sta portando a un miglioramento costante del clienteling in negozio. La soluzione mobile clienteling di Cegid, mostrata durante NRF, supporta lo staff vendita  nel comprendere al meglio i clienti avendo accesso diretto alle loro preferenze, storico d’acquisto, ROI delle campagne e i canali preferiti sui quali acquistare. Un’altra grande abilità è quella di analizzare le interazioni attraverso i social network, condivisioni e « like » in primis. Tutte le informazioni sono disponibili sul tablet e permettono allo staff di creare una shopping experience personalizzata e poter proporre le informazioni nel momento giusto.

 

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