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Un anno di retail: cosa ci lascia il 2017?

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Digital Transformation: ruolo chiave nel 2017

La digital transformation ha modificato in più modi il retail negli ultimi anni e ha continuato ad essere così per tutto il 2017. I retailer internazionali hanno cercato di affinare le proprie strategie omnichannel cercando di livellare le differenze tra l’online e l’offline sia per i propri clienti che per lo staff vendita.

Molti retailer hanno affrontato il 2017 come l’anno del ridimensionamento, alcuni hanno continuato i piani di ristrutturazione già iniziati nel 2016 e continuati nel 2017, insieme ad alcune importanti chiusure di brand.

Brand dal calibro di Macy e Marks & Spencer hanno cercato di fissare al meglio i pilastri per rendere più efficienti e profittevoli i punti vendita, investendo inoltre più risorse per integrare le piattaforme digitali e le operations in-store. Nel frattempo l’irrefrenabile gigante online Amazon ha inghiottito Whole Foods e Walmart continua la sua corsa frenetica avendo acquisito Bonobos, l’etailer Showbuy e la start up di logistica Parcel.

 

Milioni di consumatori sempre più “connected”

Forse il più grande trend del 2017 è stato quello che siano i consumatori a guidare la rivoluzione retail. We Are Social stima che siano più di 2.56 billion i global mobile social media user.

Una percentuale inarrestabile, con oltre 1 milione di nuovi utenti che si aggiungono ogni giorno (fonte:

2017 report on global digital trends). We Are Social e Hootsuite affermano che oltre metà della popolazione mondiale sta usando in questo momento Internet.

Con l’avanzare del web e dell’utilizzo dei social media i consumatori sono esposti molto più facilmente ai trend fashion: ci sono meno barriere tra le passerelle fashion e il resto del mondo. E questo è sempre più chiaramente visibile da trend quali il see-now, buy-now testato nel 2016 e diventato sempre più importante nel 2017 grazie a brand innovatori e trainanti come Burberry e Tommy Hilfiger .

 

Per tutti i retailer il 2017 è stato l’anno dell’opportunità: il connettersi sempre di più con i propri clienti sulle piattaforme social, in negozio e online. Questo ha significato una rottura delle barriere tra i vari canali per poter offrire, sempre di più, un’esperienza davvero univoca.

 

Il lusso entra nel periodo “New Normal

In particolare i brand del lusso hanno assunto un ruolo rilevante nel 2017, cercando di adattare le tradizionali strategie di customer service all’uso sapiente della tecnologia per fornire sempre più personalizzazione. Un report di Bain & Co. ha affermato che nel 2017 il mercato del lusso avrebbe terminato l’anno con + 5 punti percentuali sulle vendite, stabilendo un nuovo periodo “new normal” di crescita annuale del 4-5% fino al 2020, secondo un  articolo di Forbes.

“E’ un periodo estremamente interessante per il mondo luxury – lo “state of mind” dei millennials ha cambiato il modo in cui vengono fatti gli acquisti e questo ha spinto sempre di più i brand del lusso a ridefinire cosa devono fornire ai propri clienti”, afferma Claudia D’Arpizio, Bain partner e autore dello studio – secondo quanto riportato da Forbes.

Per i brand che riescono a gestire al meglio questi aspetti c’è un grosso potenziale di crescita nel mercato dei beni personali di lusso negli anni a venire.”

Secondo Bain, mentre gli acquisti online rappresentano circa il 10% di tutte le vendite lusso, questa condivisione digitale ci si aspetta cresca al 25% entro il 2025, rendendo ancora più importante per i brand del lusso amplificare le strategie omnichannel. I consumatori lusso vogliono essere riconosciuti quando visitano un negozio, in qualunque parte del mondo si trovino ed è sempre più importante instaurare una relazione personalizzata con i Millenials.

 

Come si prospetta, dunque, il 2018? Sicuramente per tutti quei brand che riusciranno a puntare su piattaforme con dati centralizzati per offrire una shopping experience personalizzata e un servizio ad hoc che sia univoco, senza barriere,  e internazionale non può che esser brillante!

8 gennaio 2018
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